BARONI: “SOLO IL PRIMO TEMPO PERFETTO NON PUO’ BASTARE. AD EMPOLI ‘DENTRO-FUORI’, C’E’ SOLO LA VITTORIA”

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FROSINONE – Guardare in faccia una sconfitta fa male. Farlo a 11 giornate dalla fine con la propria squadra invischiata nella lotta salvezza fa male ancora di più. Equivale ad una scudisciata sulla pelle nuda, già ferita. Marco Baroni non si nasconde. La realtà la affronta di petto. E chiede di farlo anche ai suoi.

Mister Baroni, venerdi scorso in sede di presentazione della gara di oggi abbiamo parlato del reparto difensivo e di un ipotizzabile turn-over per far riposare qualcuno. Ci dà un giudizio sul reparto stesso?

“Se guardo il primo tempo è stato perfetto. La squadra è stata superiore al Torino. Messa bene in campo, attenta, ha portato pressione, è rimasta equilibrata concedendo pochissimo e creando almeno 3-4 situazioni importanti. Abbiamo speso tantissimo. Nel secondo tempo quando ti abbassi, inevitabilmente viene fuori la loro fisicità e la loro qualità e diventa tutto più difficile. Abbiamo preso un gol su palla inattiva, siamo andati in difficoltà nelle ripartenze, non siamo stati più pericolosi. Se non siamo pericolosi contro queste squadre, poi ti salgono sopra”.

Siamo troppo avventati che questa sconfitta ci costringe a vedere la gara di Empoli come l’ultima spiaggia?

“Secondo me non cambiava nulla. Chiaro che se vincevamo, ci saresti arrivato con un altro spirito e sarebbe cambiato molto. Così invece è chiaro che devi andare a prendere i tre punti. Ma questo non avrebbe cambiato quella che deve essere l’interpretazione della gara da fare là. Nel primo tempo la partita è stata interpretata come volevamo. Come sono venute a mancare un po’ di energie sono emerse le nostre carenze ed diventato tutto difficile”.

Nel secondo tempo ha schierato anche 4 attaccanti. E’ stata una mossa disperata, si attendeva di più?

“Quando ho tolto Maiello e ho messo inizialmente Trotta è stato perché c’era la necessità di tornare ad essere pericolosi, a dare pressione. Perché se dai pressione, con i nostri attaccanti restiamo alto ed è tutto diverso. Come abbiamo fatto nel primo tempo quando abbiamo preso poche situazioni pericolose, grazie al lavoro degli attaccanti. Quando invece ti abbassi diventa tutto più difficile. Il primo gol loro è arrivato su palla inattiva, il secondo su un cross”.

Il cambio di atteggiamento sembra quasi sia stato dovuto a questo ragionamento che più o meno potreste aver fatto negli spogliatoi: teniamo 10’ e poi riproviamo ad attaccare.

“Dal momento in cui ci siamo presi qualche pausa di troppo, questo atteggiamento ci ha portato ad abbassarci. Magari se non prendiamo gol subito su quella palla inattiva, magari la partita può cambiare. Anche se ormai è inutile pensare a quello che poteva essere. Quando incontri una squadra così forte fisicamente, che ha qualità importanti, ti abbassi e concedi senza mai ripartire come è stato per noi in avvio di ripresa, è chiaro che tutto ciò aumenta molto la possibilità di prendere gol. Sulla situazione della prima palla inattiva, ad esempio, potevamo fare meglio. Se Belotti va a staccare da solo allora diventa difficile. Dispiace tantissimo, nel primo tempo avevamo preparato bene la partita. I ragazzi erano stati tutti bravi”.

Condividiamo l’ingresso di Trotta per mettere pressione, non capiamo l’uscita di Maiello. Lasciando in campo Chibsah e Gori abbiamo deciso di affidarci solo alle palle lunghe.

“In realtà rischiare i tre attaccanti con un centrocampo più muscolare mi dava più garanzia. Io avevo chiesto infatti di non abbassarci e portare allo stesso tempo pressione. Eravamo in grado di gestire con i nostri tre difensori Iago Falque che lavora dietro le punte. Non era tanto la pericolosità, quanto il fatto di concedere spazio a loro. Perché difendere i cross con la fisicità che hanno loro in area, diventava pericoloso. L’innesto della punta aveva l’obiettivo di tornare ad essere pericolosi ma principalmente tornare a portare pressione nel loro schieramento per restare più alti”.

Come mai giocatori come Ariaudo e lo stesso Beghetto vengono poco utilizzati?

“Beghetto è stato in campo come me fino a poche gare fa. Secondo me Molinaro ha fatto benissimo a Genoa ed ha fatto bene oggi. Quando vai a preparare certe partite devi anche valutare la fisicità, delle palle inattive, i corpo a corpo che si vengono a proporre in campo. E il Torino è una squadra che ama molto l’impatto, è molto fallosa. Per quanto riguarda Ariaudo è rientrato da due settimane, aveva sempre giocato fino all’infortunio. E secondo me Salamon stava facendo bene. Si cambia a volte per dare un turno di recupero a chi è sotto pressione ma chi sta facendo bene va tenuto in campo. E questa squadra ha bisogno di certezze. Se noi riuscissimo a mantenere un po’ più di equilibrio tra il primo e secondo tempo anche nella gestione di talune situazioni, forse saremmo qui a parlare  di altro. Quei 10’-15’ in cui abbiamo abbassato la giocata non possiamo permetterceli contro squadre di questo livello”.

Questa sconfitta che peso può avere?

“Le sconfitte sono tutte pesanti. Se penso al dopo Roma è stata una mazzata pazzesca. Ora dobbiamo preparare questa gara, la prossima, da fuori-dentro. Ad Empoli bisogna vincere”.

Sugli esterni non credeva servissero forze fresche?

“Se parliamo di ripartenze, Paganini ha fatto molto bene anche se aveva un giocatore molto scomodo. Io parlo di atteggiamento, non di altro. Il Frosinone non può non essere aggressivo. Sui due episodi del gol potevamo fare molto meglio. E oggi siamo a commentare un ko che brucia anche perché non siamo stati determinati a chiudere nel primo tempo le occasioni che ci sono capitate”.

Nel primo tempo abbiamo visto un pittore che ha fatto un disegno bellissimo, nel secondo ha dimenticato i colori.

“Il secondo tempo lo devo analizzare bene, c’erano i presupposti per ripartire con veemenza. Ho chiesto ai ragazzi di essere equilibrati e compatti ma non possiamo non essere aggressivi. Questa squadra ha giocato tante partite, se non lo è allora diventa come tutte le squadre che lottano per mantenere la categoria”.

Il tecnico del Frosinone in precedenza aveva risposto alle domande di Sky.

Non è la prima volta che succede che giocate molto bene e che non riuscite a raccogliere, questa situazione inizia a pesare sui ragazzi.

“Avremmo bisogno di un risultato importante soprattutto in casa. Ci sono ancora le condizioni per venirne fuori. Ma il primo tempo non è sufficiente. Ad Empoli bisogna rischiare, andare a mettere pressione all’avversario. Non possiamo rinunciare ad attaccare”.

Giovanni Lanzi

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