La scorsa stagione fu l'aspetto mentale a non dare il valore aggiunto soprattutto lontano da casa, Grosso dal 1 luglio ha temprato un gruppo che gioca sempre per vincere divertendosi

FROSINONE, CARATTERE FORTE E TESTA ‘LEGGERA’: LA SVOLTA COL PASSATO

Adesso si aprirà la caccia al 'leone', Lucioni & soci dovranno essere più granitici che mai. Il mondiale-bis senza l'Italia catalizzerà l'interesse sulla serie B. Per i canarini un mese da gestire col massimo delle risorse
 In Il Punto

Più forte delle provocazioni, temprato al ‘gioco sporco’. E’ un Frosinone a prova di nervi, un Frosinone camaleontico che riesce a mettere da parte il fioretto per imbracciare la sciabola senza snaturarsi. Oltre le vittorie e i record che servono ai dati statistici, è la crescita sotto l’aspetto mentale una tra le fondamentali note positive della squadra di Grosso in queste 13 giornate. Il Frosinone della passata stagione nella parte decisiva del torneo si sentì forse appagato dopo le vittorie interne con Cremonese e poi Monza e Benevento – tre big, due delle quali salirono poi in A – mentre restò intrappolato nelle reti tese fuori casa da squadre come Crotone, Pordenone, Cittadella, Perugia, Spal tanto per citare i rovesci certamente meno attesi. Un fattore mentale, più che tecnico. Quella squadra ad un certo punto non varcò il limite delle proprie possibilità. Oggi questo Frosinone ogni partita che passa scopre che quel limite è sempre valicabile. In questo campionato, quindi, la svolta c’è stata prima di tutto sotto il profilo della prestazione sempre continua, poi sono arrivate le vittorie lontano dal ‘Benito Stirpe’ a sostenere la validità del lavoro anche sotto il profilo dei numeri. Il Frosinone non pareggia? E’ un segnale: perché significa che i giallazzurri giocano sempre per vincerla.

IL PESO LASCIATELO ALLE ALTRE – Tutti a caccia del Frosinone, dunque. Ed è per questo il Frosinone non dovrà perdere mai di vista quella voglia di divertirsi, caposaldo imprescindibile in avvio stagione e attorno al quale si è snodata questa prima parte di campionato. Lasciando il più possibile il peso delle responsabilità alle altre squadre, a quelle costruite con il dichiarato obiettivo di vincere. Anche nelle vesti della ‘lepre’ bisognerà continuare ad essere ‘leggeri’ di testa. Perché tutte cercheranno di buttarla simpaticamente ‘in caciara’ quando si troveranno di fronte la squadra di Grosso. E’ stato così e sarà ancora da qui in poi. Dal 27 novembre al boxing-day del 26 dicembre che sancirà la fine del girone di andata, 3 partite in casa ed altrettante fuori determineranno non solo l’effimero titolo di campione d’inverno della serie B (che tornerà a giocare di domenica, con la serie A ferma per i Mondiali orfani-bis della supponente e deludente Italia) ma anche chi e come, a gennaio, dovrà muoversi sul mercato. Cinque partite su sei sono con formazioni che stazionano stabilmente nella parte sinistra e alta della classifica. Un banco di prova ma anche un esame fondamentale. A cominciare dal confronto con la corazzata Cagliari al ‘Benito Stirpe’ (per Liverani 1 vittoria nelle ultime 8 gare con 12 formazioni diverse ma con un potenziale pazzesco per la B) e poi con il doppio test in 4 giorni che il calendario si è divertito a piazzare tra le costole dei giallazzurri: trasferta a Bolzano il 4 dicembre contro un Sudtirol rivitalizzato dalla cura-Bisoli, infrasettimanale a Reggio Calabria (sfida Grosso-Inzaghi che scomoderà titoloni per un Mondiale che fu e che resta l’ultima consolazione per il calcio italiano) l’8 dicembre. Quindi il Pisa in serale l’11 dicembre, il Genoa sempre di sera il 18 e il gran finale dopo il pranzo di Santo Stefano con la Ternana in casa alle ore 18. Mini-ciclo importante, nel quale serviranno tutti i giallazzurri il più possibile dentro con testa e gambe (tranne l’infortunato Kone). Con la stessa voglia di divertirsi mostrata finora.

LE ALTRE – Il fulmine della settimana dopo la 13.a di campionato non è l’ennesimo esonero (9 finora) ma l’addio del presidente del Brescia, Cellino. “Sono logorato” ha detto nella lunga lettera inviata alla piazza ed alla squadra. Brescia che, settimo in classifica, aveva fermato sul pari a reti bianche la Ternana al ‘Liberati’, 3 0-0 di fila per la squadra di Lucarelli. A proposito di presidente, a Terni l’attenzione si sposta sui progetti del presidente Bandecchi tra stadio e clinica e sul suo impegno in politica alle prossime elezioni amministrative in città. La squadra ne risente? Nessuno può dirlo ma solo immaginarlo, a risentirne nel frattempo sono le presenze allo stadio. Tifosi neroverdi bacchettati di recente dallo stesso patron che li vorrebbe più presenti al fianco della sorte di una squadra 4.a in classifica.

Alle spalle del Frosinone la seconda forza è la Reggina che vince in rimonta sul campo di un Venezia che, cambiato Javorcic con Soncin e poi Soncin con Vanoli, ha retto un tempo, si è visto annullare il gol 2-0 e si spento. Amaranto calabresi spinti da un Menez in grande spolvero e magari non impeccabili dalle parti di Ravaglia. Terza forza è il Genoa, boccato sull’1-1 in casa dal Como: rigore di Coda, pari di Cerri. Blessin – che finora ha parlato tanto – è sulla graticola con tutte le varianti tattiche proposte, si parla di Andreazzoli, addirittura di Bielsa e si dice anche che la trasferta del ‘Curi’ potrebbe essere decisiva per le sue sorti. Dalle zone alte, alla coda. Dove il Perugia non va oltre l’1-1 a Modena: alla rete di Di Carmine ha risposto Tremolada. La stagione degli umbri condizionata senza dubbio dall’addio di Alvini e i ribaltoni in panchina, anche perché la squadra-tipo di questa stagione è per nove-undicesimi quella dello scorso anno. Il Modena non esulta ma galleggia nelle acque limacciose. Il Bari non sa più vincere, no-Cheddira (9 gol per il marocchino che salterà almeno due gare di campionato per l’avventura mondiale), no-party. Il Sudtirol – dove Odogwu è la nuova stella, e pensare che era stato messo fuori rosa prima dell’avvento di Bisoli – fa 2-2 al San Nicola partendo dal 2-0 e sprecando ancora due match-point. Bari aggrappato a Di Cesare e al gol bellissimo di Salcedo, uno che deve ritrovare fiducia dopo le esperienze con Genoa a Verona. Il Parma risale grazie al 3-1 al Cittadella che scivola a +1 dalla zona calda, il Cagliari non va oltre l’1-1 casalingo con il Pisa e la Spal pare la solita incompiuta. A Ferrara vince il Benevento in rimonta 2-1 ma sul gol del raddoppio c’è la macchia della papera del portiere Alfonso. Cannavaro rompe il ghiaccio vincendo la prima e guarda alla sosta per recuperare almeno 4-5 dei 10 assenti, De Rossi è nel pacchetto di squadre che debbono guardarsi le spalle. Come il Palermo, stessa storia del Bari: no-Brunori, no-party. L’attaccante riacciuffa il Cosenza due volte, alla terza sbaglia il rigore e i silani dopo 5 ko di fila vincono la partita che li fa salire a -1 proprio dai rosanero. La serie B ti aspetta sempre.

Giovanni Lanzi

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