LA CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE MAURIZIO STIRPE

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FROSINONE – L’ultima conferenza totalmente in chiave-Frosinone c’era stata il 16 giugno del 2023, a 1 mese mezzo dalla promozione in serie A. Ma anche a 20 anni esatti dall’insediamento alla carica di Presidente del Frosinone Calcio. Nel mezzo, in questi 12 mesi, per il presidente Maurizio Stirpe una manciata di apparizioni pubbliche, discrete, in concomitanza di eventi del mondo giallazzurro. Ma anche la presenza forte la sera del 26 maggio, quando il massimo dirigente giallazzurro sollevò tutti dall’incombenza e mise la propria faccia davanti alla retrocessione in serie B arrivata come tutti non vorrebbero mai aver vissuto e soprattutto non vorrebbero ricordare.

Stirpe arriva nella sala conferenze del ‘Benito Stirpe-Psc Arena’ alle 11.06 per quello che da 21 stagioni rappresenta l’appuntamento clou nel club giallazzurro, che funge da spartiacque tra la stagione che si è conclusa e quella che verrà. Il giorno più atteso, per tantissimi motivi. E’ il momento in cui il Presidente traccia un bilancio di quello generale della stagione che si è chiusa e detta le strategie per la prossima. Sala conferenze piena. E il massimo dirigente giallazzurro rompe il ghiaccio con una punta di sana ironia e un bel sorriso: “La cosa singolare di questa conferenza stampa è che c’è più gente oggi per la ripartenza da una retrocessione che non quando siamo partiti dalla promozione lo scorso anno. E’ un aspetto che mi incuriosisce”.

PICCOLI LIMITI E DETTAGLI HANNO IMPEDITO UN’IMPRESA – La finestra della classifica relazione introduttiva è corposa ma molto dinamica. Stirpe come sempre parla a braccio. Senza pause. Qualche appunto ma lo sguardo è rivolto sempre con attenzione ai presenti in sala.

“Partiamo da concetti principali e semplici da comprendere che l’ambiente dovrà ben metabolizzare perché noi ripartiremo in questo modo a saremo coerenti con la linea che stiamo per illustrare. E’ doveroso quindi un pensiero a quello che è successo alle nostre spalle, per comprendere dove si vuole arrivare bisogna sempre capire da dove si parte. Noi partiamo da una vicenda molto dolorosa, non tanto per l’epilogo e la modalità di come è avvenuta. Confermo anche oggi le cose che dissi la sera del 26 maggio, in conferenza stampa. Evidentemente il rammarico è che lo scorso anno abbiamo posto in essere un lavoro importante per una neopromossa che si chiama Frosinone e che solo per una questione di piccoli dettagli e piccoli limiti non abbiamo fatto sì che quello che è stato un ottimo lavoro, che ha portato ad un consolidamento economico-patrimoniale della Società unitamente alla valorizzazione del brand ed ulteriori step di sviluppo per quanto riguarda le infrastrutture, non sia stato coronato per quello che secondo me la squadra per larghi tratti della stagione ha meritato. La squadra non ha avuto forse la giusta continuità ma ha avuto anche delle vicende legate agli infortuni, come ho avuto modo di dire già in occasione della conferenza della sera del 26 maggio. Quello rimane il momento cruciale della stagione. Se avessimo avuto una situazione caratterizzata da una maggiore normalità probabilmente alcune partite avremmo potuto giocarcele meglio e probabilmente quelle stesse partite avrebbero potuto fare la differenza tra quella che è stata un’ottima stagione sportiva e quella che poteva essere una grande impresa”.

IL PRIMO SEGNALE ALLA SQUADRA A 24 ORE DALLA RETROCESSIONE: A FROSINONE SI RESTA CONVINTI – “Voglio ripartire da questo e dal lunedi successivo quando ho ringraziato i ragazzi, dando lo sciogliete le righe: ho detto loro che a Frosinone nessuno deve sentirsi prigioniero, né dei contratti e né delle situazioni. A Frosinone deve rimanere chi si sente nella condizione di continuare ad avere un rapporto di collaborazione con la Società, stilato quando le cose andavano meglio. E’ perfettamente comprensibile che dopo una vicenda del genere qualcuno abbia delle remore nel continuare ad avere quel rapporto di collaborazione. Ho chiesto ai ragazzi ed ai miei collaboratori di riflettere. So benissimo che la prossima stagione non sarà una passeggiata di salute. Servirà ripartire con lo spirito giusto e provare a non fare disastri. La storia di altre Società, blasonate o meno, dimostrano questo. Se certe sconfitte non sono metabolizzate con lo spirito giusto possono diventare delle trappole. Per cui onde evitare tutto ciò, la prima condizione è, appunto, che chi rimane qui deve restare con la testa giusta e con le adeguate motivazioni. Se sapremo mettere in campo la coesione, la pazienza nei momenti difficili, la giusta fiducia dell’ambiente, solo allora possiamo ricreare le condizioni migliori per una stagione positiva. La comunione di intenti e lo spirito sono il discrimine. Parlo non a caso di fiducia. Dovremo evitare l’ansia e lo scoramento che vedo e leggo in questi giorni. Non c’è nessuna fretta. Le cose vanno fatte con i tempi giusti. Avendo appunto fiducia nel lavoro che stanno facendo le persone. La fiducia che vuol dire? Semplicemente la si può giustificare con la credibilità avuta in questi anni”.

GETTATE LE BASI PER RAFFORZARE LA SOLIDITA’ SOCIETARIA – “Ho voluto pianificare la conferenza all’indomani della sconfitta e l’ho voluta fare con questi tempi perché sapevo benissimo che le prime due settimane sono necessarie per metabolizzare. Chi voleva il nome dell’allenatore subito non era sulla strada giusta. Noi di tutto abbiamo bisogno meno che di ansia e di obiettivi da prefigurare. A noi serve recuperare questi cardini: fiducia, pazienza, coesione, umilità e determinazione. Per evitare di fare disastri, lo ribadisco. Se ripartiamo da queste considerazioni probabilmente avremo le condizioni giuste per poter scaricare a tutte le energie positive. Un secondo aspetto: tutti vogliono i nostri giocatori ma noi non abbiamo necessità di vendere nessuno. Telefonate, i giornali che scrivono nomi. Ribadisco che per cedere un giocatore si devono verificare prima di tutto due condizioni: il calciatore che vuole andare a giocare altrove e una Società che faccia una proposta sensata. La terza condizione, infine, è che noi siamo d’accordo. Se manca solo una di queste condizioni, sono ipotesi assurde. Grazie a Dio per il lavoro svolto da Guido Angelozzi noi mai come quest’anno non abbiamo bisogno di vendere niente. Una volta aggiustate un paio di situazioni, saremo in grado di avere tutte le condizioni per schierare una squadra competitiva. Anche questa è la ragione giusta per non farsi prendere dall’ansia. Abbiamo attraversato momenti e stagioni ben diversi e peggiori: o si partiva con calciatori che avevano lo spirito sbagliato oppure addirittura ci sono state delle situazioni nelle quali non c’erano calciatori. Adesso siamo in una condizione diversa. Il lavoro degli ultimi 4 anni scarsi è stato fatto in un modo tale che ci consente di poter lavorare con libertà, senza stress. E il Frosinone non calerà la qualità, né a livello societario e né a livello di calciatori. Da questo punto di vista la mia intenzione è quella annunciata. Spirito giusto, senza fare disastri e con ingredienti giusti: solo allora potremo vedere cosa sapremo fare sul campo”.

PASSI SEMPRE ADEGUATI, UNA RETROCESSIONE NON E’ UN FALLIMENTO – “Non c’è nessuna intenzione di smantellare ma l’equilibrio economico-finanziario è la nostra stella polare. Noi chiuderemo il bilancio in utile dopo una retrocessione. Il fallimento non ci riguarda, tante volte ho detto che una retrocessione non può essere un fallimento. Il fallimento vero e unico è quello di carattere finanziario, patrimoniale della Società. Poi, per andarsi a riprendere da quelle situazioni servono anni e anni di lavoro. L’obiettivo del Frosinone di quest’anno, malgrado il mantenimento del livello di competitività, è chiudere con un bilancio in pareggio ovviamente sfruttando il paracadute. Ben sapendo che lavoriamo su un campo minato. Leggete tutti cosa circola sulla serie B sui diritti tv, la questione Champions League e Mondiale del Club svuotano le risorse per le Leghe. Da lì a fare un salto nel buio manca poco. Noi dobbiamo sempre avere davanti a noi l’idea di dove siamo e quali risorse possiamo mettere in campo. Senza dimenticare i momenti difficili che viviamo. C’è una diretta spiegazione al fatto che le proprietà straniere prendono sempre più corpo e le strutture padronali che hanno presidiato il calcio italiano negli ultimi 40 anni tendono sempre più a sparire. Perché è sempre più difficile. La passione non è un concetto assoluto ma va messa in relazione ai progetti, alla realtà delle potenzialità che sono a disposizione. I nostri progetti vanno inquadrati in questo senso. Non è importante vincere ma il modo con cui si vince e i pilastri sui quali si fondano questi concetti sono gli stessi di sempre: l’equilibrio economico-finanziario, la valorizzazione del brand diventa che diventa sempre più centrale (significa aumentare le occasioni nelle quali la nostra Società è presente in eventi che riguardano anche il territorio), lo sviluppo delle Infrastrutture anche legato al Settore Giovanile come vedremo in seguito, che non puoi delegare ad altri per tanto tempo perché non hanno la stessa cura, la stessa determinazione che può avere il protagonista principale. Tutto questo impone dei temi di compatibilità finanziaria e il tempo non è una variabile indipendente. Queste cose o si realizzano in un certo lasso di tempo o si rischia di andare fuori tempo e non essere più utili rispetto al momento nel quale tu hai pensato di eseguirli”.

LA NOVITA’ NELLA GOVERNANCE – “Parliamo ora della Governance e delle funzioni che ha ognuno di noi nella gestione e nella conduzione del Frosinone Calcio. Io rimango a fare il Presidente. Vi dico che se ci fossimo salvati non lo sarei stato più, avrei ritenuto concluso il percorso durato tanti anni (21 lo scorso 16 giugno, ndr) e si sarebbe resa necessaria una discontinuità nella gestione nell’interesse della conduzione del Club. Non essere Presidente non significa comunque non essere più il proprietario ma significa separare l’attività di gestione operativa dall’attività del proprietario. A tal proposito non dimentichiamo che l’obiettivo del Frosinone Calcio è sempre quello di raggiungere l’autosufficienza rispetto alla Proprietà. Come vediamo (scorrono le slides alle spalle del Presidente, ndr) ci sono dei cambiamenti all’interno del Cda: entra Piero Doronzo come Consigliere al posto di Salvatore Gualtieri, al quale vanno i miei ringraziamenti. E’ venuto qui nel 2017 per gestire la dinamica di implementazione dello Stadio, sarebbe dovuto rimanere 2-3 anni, poi anche per il problema pre e post Covid ed una serie di altre situazioni è rimasto con noi 7 anni. Il suo incarico non era più compatibile con i suoi impegni professionali, abbiamo deciso di separarci. Salvatore lo debbo solo ringraziare: sia quando ha rappresentato la Società nelle sedi Istituzionali e sia quando ha lavorato nel settore del Marketing e della Comunicazione ed anche nello svolgimento dei rapporti Istituzionali penso che abbia rappresentato in un modo efficace la nostra Società. Abbiamo gestito 7 anni importanti e non dimenticare il contributo che ha dato alla Società che cura le infrastrutture, se oggi siamo qui è anche per il contributo che ha dato alla realizzazione di questi progetti. Il CdA è composto da me, dagli ‘ad operation’ Guido Angelozzi e Rosario Zoino e dal Consigliere Piero Doronzo. Il ruolo che ha Guido è centrale, vi dico che se fossimo rimasti in A avrei proposto a lui di fare il Presidente. E’ un Amministratore che ha poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, ha le chiavi della Società nella tasca della giacca. La Società ha una fiducia incondizionata nel suo lavoro, se la merita. E merita sia il ruolo ma anche la possibilità di realizzare sul campo le cose di cui ha la responsabilità diretta. Rosario Zoino avrà la responsabilità dell’Amministrazione, Finanza e Controllo. Diventa la persona di raccordo tra l’Azionista e la parte operativa della Società. Tutti i driver finanziari o le dinamiche legate agli aspetti collegati alla relazione dei numeri economici che quella riguardante i numeri finanziari passano in mano sua. Piero Doronzo assumerà, oltre la sua funzione che già ricopriva all’interno dell’organizzazione societaria (Direttore organizzativo), anche la sua funzione apicale relativa al Marketing, Comunicazione e Rapporti Istituzionali. Non c’è una concentrazione di poteri in capo a 4 persone perché c’è una base di persone in grado di poter lavorare in autonomia, merito loro perché sono bravi. E a loro va data la possibilità di emergere. Piero in tante cose farà il coordinatore ma già attualmente ognuno di loro è in grado di poter lavorare da solo”.

RIFLESSIONI SULL’ORGANIGRAMMA MA RICCHE NEWS NEL SETTORE GIOVANILE – “Non voglio proiettare oggi l’Organigramma perché ci sono degli aspetti che dobbiamo approfondire, primo su tutti delle riflessioni in atto sul settore medico. Angelozzi chiarirà tutto nella sua conferenza stampa di presentazione dell’Area Tecnica. Ma siamo in una fase molto avanzata. Esattamente come farà per la questione della conduzione tecnica che contiamo di definire a breve. Ci sarà anche una figura che curerà il coordinamento tra il Frosinone Calcio e la struttura all’interno del quale sarà rifondato il Settore Giovanile del Frosinone. Quando si chiudono certi rapporti bisogna dare spiegazioni adeguate. Ringrazio Luigi Lunghi per la collaborazione che ci ha dato in questi anni, che voglio ringraziate. Luigi ci ha consentito per tanti anni di supplire alla mancanza di impianti. Ma ci sono state cose che non hanno funzionato bene, a cominciare dalla empatia e integrazione tra strutture contigue. Quindi tra la nostra struttura societaria, i nostri obiettivi e i nostri fini e quello che erano i suoi obiettivi e i suoi fini. Tutto questo a discapito di un ragionamento: vediamo quanti giocatori abbiamo tirato fuori negli ultimi 15 anni dal Settore Giovanile e che abbiamo portato in prima squadra, debbo dire che abbiamo raggiunto risultati molto modesti. Lo dicono i numeri. Per quei pochi che siamo riusciti a portare in prima squadra, è stato possibile quando la Società era vicino allo sviluppo del Settore Giovanile perché non va dimenticato che abbiamo vinto un campionato nazionale ‘Berretti’ e lo stesso anno un campionato nazionale Allievi e una Supercoppa sempre nella categoria Allievi nazionali. A quell’epoca li gestivamo direttamente noi. Risultati ottenuti attraverso il nostro lavoro che non abbiamo avuto la possibilità di replicare. Adesso noi vogliamo cambiare per dare un cambio di passo. Ho avuto la possibilità di conoscere Alessandro Danieli che ha creato un’Accademia Giallazzurri a Roma. Sono rimasto favorevolmente impressionato da una kermesse da lui organizzata nella quale ho visto 400 ragazzi in un teatro a Roma con la bandiera del Frosinone e tifosi giallazzurri. Non è una cosa che succede ogni giorno. Ci poteva essere quindi la possibilità di sviluppare un certo tipo di discorso in un bacino più grande. Poi ho avuto modo anche di tastare con mano le possibilità tecniche che aveva questa organizzazione e così ho pregato Danieli e i suoi collaboratori di studiare una ipotesi che portasse a loro gestione del Settore Giovanile, andando in linea con le esigenze di avere delle strutture nuove.  Cosa faremo? Da una parte il lavoro di Alessandro Danieli e della sua Accademia e dall’altro il Frosinone che dovrà rafforzare la sua dotazione di infrastrutture. Questo sarà un anno ibrido, loro verranno a svolgere l’attività in strutture che sono in affitto (sul territorio ciociaro, ndr), una parte di questa attività si potrà svolgere a Roma e quindi qualche squadra potrà giocare a Roma ma dipende molto dalla dotazione di campi che avremo qui ma a partire dalla stagione 2025-’26 parte il progetto definitivo che prevede che a Ferentino ci sia la Prima squadra e quella Femminile e che a Morolo tutto il resto. Quanto alla Scuola Calcio avremmo intenzione di fare in un altro luogo ma non è ancora concretizzata e nei prossimi mesi potremmo essere più precisi. Per fare questo si potrebbe utilizzare anche la struttura di Fiuggi magari per un altro anno. Abbiamo una messa in sicurezza di questo progetto, un percorso proiettato nel futuro che farà Alessandro Danieli. Attenzione: ci sarà una suddivisione tra il livello di attività della sua Accademia Giallazzurri con quella del Frosinone Calcio. Le sue attività saranno svolte con il marchio Frosinone Calcio, di concerto con le direttive emanate dai responsabili dell’Area Tecnica. La Scuola Calcio sarà marchiata Frosinone Calcio, i tecnici saranno tesserati da noi, sarà Frosinone Calcio a tutti gli effetti. Non concederemo più l’uso del marchio, consentiremo a dei professionisti di venire a fare questo tipo di attività all’interno della nostra organizzazione. Abbiamo conservato quindi la parte che ha funzionato nel rapporto precedente mentre cercheremo di migliorare quella che non ha funzionato, mettendo tutto il lavoro in mano a gente che sa svolgere bene il mestiere ed allo stesso tempo metterli nella condizione di farlo seguendo le nostre direttive. Il tutto verrà ufficializzato nei dettagli quando il nostro responsabile dell’Area Tecnica deciderà di pubblicizzarlo. I tempi sono brevi, le situazioni sono state tutte contrattualizzate. Ringrazio Alessandro Danieli insieme all’amico Andrea Rossi che ha svolto una funzione di trait-d’union in questo progetto che ci ha portato a metabolizzare nel giro di qualche mese un cambiamento che dovevamo fare nel settore giovanile”.

RITIRO A FIUGGI, TEST CON LA LAZIO, CAMPAGNA ABBONAMENTI – “Luogo a data del ritiro, Fiuggi dal 7 luglio al 2 agosto. Il 3 agosto salvo cambiamenti che non sono ipotizzabili è prevista un’amichevole contro la Lazio qui al ‘Benito Stirpe-Psc Arena’. La campagna abbonamenti è praticamente pronta. Il titolo della campagna abbonamenti è rappresentato dall’immagine più bella che ho visto, la coreografia della Curva Nord in occasione della partita con l’Udinese. Il ‘Ti amo’, una coreografia carica di amore e di affetto. Forse racchiude tutte le emozioni che la tifoseria del Frosinone è stata capace di riservare a questa Società e ai componenti che ne hanno fatto parte in questi anni. Non voglio dare assolutamente dei numeri al momento perché mi preme che venga completato l’organigramma, mettendo la gente nella condizione giusta di scegliere. In occasione della presentazione del tecnico, Guido Angelozzi presenterà anche la campagna abbonamenti. L’unica anticipazione che posso dare è che abbiamo ipotizzato a livello di costi un mix tra tre periodi: quello del pre-Covid, quello del Covid e post-Covid, facendo una sintesi che desse un numero sostenibile per i tifosi”.

COME CAMBIANO TIS E INFRASTRUTTURE – “L’ultimo tema è sulle Infrastrutture. Gualtierio aveva anche un ruolo all’interno della Tis. Abbiamo deciso di fare una gestione più collegiale sul tema delle infrastrutture: Rosario Zoino sarà l’Amministratore Unico ed avrà due collaboratori, l’ingegner Morgan Reali in qualità di Direttore Tecnico mentre Piero Doronzo si occuperà tutta la parte relativa alla contrattualistica. Posso darvi qualche numero: per quanto riguarda lo stadio abbiamo 220mila euro da investire, lo faremo sui maxischermi prima dell’inizio della stagione. La strada dei tifosi invece riguarda altri Enti e Istituzioni che si sono presi incarico di dover realizzare. Quanto al Frosinone Village sta lì, se ne potrà riparlare solo dopo l’ultimazione della strada dei tifosi e solo dopo una determinazione della Questura perché non possiamo tenere delle strutture permanenti che dobbiamo chiudere in occasione degli eventi sportivi. A Ferentino abbiamo fatto l’ampliamento dei parcheggi interni, stiamo per realizzare la rigenerazione del campo in sintetico che c’era, stiamo costruendo nuovi spogliatoi, entro settembre investiremo altri 400mila euro del milione totale su Ferentino. Un flash su Fiuggi: c’è stand-by sul progetto complessivo. Pensiamo di voler gestire ancora un anno il Centro Sportivo, c’è una riflessione in atto con il Sindaco dopodiché bisognerà vedere cosa accadrà allo sviluppo della Città. I progetti relativi a Capo I Prati non possono prescindere dallo sviluppo della Città. Siamo in una fase di studio, se si andrà in una determinata direzione siamo pronti ma nella eventualità differente allora qualche riflessione bisognerà farla. L’ultimo progetto è quello relativo a Morolo. Noi abbiamo presentato una proposta di rigenerazione dell’impianto: la realizzazione di un campo in sintetico dove c’è la tribuna principale, quindi la realizzazione di un campo in erba che ha dimensioni più strette e che sarebbe utilissimo anche come ‘backup’ per la Prima squadra, un tema di rigenerazione generale di tutto quello che è nella pancia della tribuna e una palestra. La proposta l’abbiamo presentata. Pensiamo di avere una risposta ad inizio settembre. Dopodiché partiremo subito per essere pronta entro marzo 2025, investimento di 1 milione e 300 mila euro. Per un totale di 2 milioni su tutti gli impianti in 1 anno. E non sono sciocchezze. Abbiamo anche pianificato l’attività del Ristorante ‘Back Stage’: aprirà dal giovedi sera alla domenica sera. Naturalmente con le limitazioni durante gli eventi sportivi. Questo è il programma che abbiamo in mente di realizzare”.

g.l.

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