LONGO: “DOBBIAMO INFILARCI NEI LORO PUNTI DEBOLI”

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FERENTINO  – Si gioca venerdi (per la terza volta di fila, di sera) e quindi nel programma delle conferenze stampa telecamere e taccuini sono per il tecnico Moreno Longo. Ore 12, poco prima dell’ora di pranzo e due ore e mezza prima dell’allenamento del pomeriggio. E dopo una lunga mattinata di studio e analisi della partita che il tecnico ha svolto come di consueto con il suo staff col quale lavora in perfetta simbiosi.

Mister Longo, a tre sedute di allenamento dalla partita di Empoli, parlare di formazione è certamente prematuro. Ci illustra invece la situazione dei giocatori recuperabili?

“Matteo Ciofani e Matarese sono regolarmente in gruppo, Citro è stato fermato a livello precauzionale per una botta subìta durante la partita con l’Avellino ma anche lui ieri si è allenato regolarmente”.

A livello di minutaggio Matarese probabilmente deve recuperare, Matteo Ciofani come sta? Può garantire la presenza per tutta la partita?

“Matteo ha sempre giocato, non ha mai perso la condizione. Si è fermato due giorni per un colpo preso in gara. Per quanto riguarda Matarese  potrebbe non avere i 90′ ma la sua condizione sta crescendo e comunque rimane un giocatore a disposizione a tutti gli effetti”.

Quando con l’Avellino si è fatto male Matteo Ciofani, non ha pensato di far entrare Besea in mezzo al campo e schierarsi a 4 in difesa? Potrebbe essere una soluzione applicabile quell’assetto della retroguardia?

“Non abbiamo pensato di metterci a quattro perché non lo ritenevamo un cambio che potesse darci dei vantaggi. La squadra ha una fisionomia, una identità. Non gioca a tre da quest’anno ma dall’anno scorso (da gennaio 2017, ndr). Un passaggio ad una linea a quattro presuppone del lavoro costante. Durante la settimana qualche prova la facciamo ma solo se dovesse esserci la necessità di sfruttare la superiorità che si viene a creare”.

Cosa teme dell’Empoli? La forza di andare a segno o cosa altro su cui ha lavorato in maniera particolare?

“C’è innanzitutto grande rispetto per l’Empoli perché è una squadra attrezzata per poter vincere il campionato, di grande qualità. A mio avviso ha un modo di giocare ben delineato, che prevede la costruzione del gioco dal basso, una formazione che cerca la superiorità numerica col il palleggio dei tre difensori più il play e vuole portare una palla pulita sui due attaccanti che si integrano bene, che al di là delle individualità giocano l’uno per l’altro. Quando si incontra una squadra del genere bisogna avere grande rispetto. E la massima attenzione per cercare di tornare con un risultato positivo. Servirà un Frosinone gagliardo e soprattutto dalla grande disponibilità mentale”.

A livello psicologico cosa significa essere reduci da due pari nonostante due ottime partite giocate?

“Credo che debba essere una spinta in più, andare ad Empoli per riprenderci quello che abbiamo lasciato nei due pareggi. La squadra dovrà essere arrabbiata positivamente. Ancora oggi bisogna guardare alla prestazione. E’ quella che, guardando in prospettiva, in questo campionato permette di restare agganciati al carro che conta”.

Un bilancio parziale del cammino del Frosinone se lo sente di fare? Visto anche l’equilibrio espresso ogni settimana in un campionato che regala continuamente sorprese.

“Sicuramente l’analisi di queste 15 partite è positiva. Su 15 risultati a disposizione ne abbiamo fatti 13 utili. E’ stato affrontato un inizio penalizzante per via delle gara in trasferta ma abbiamo reagito benissimo. Disputando anche delle buone partite. E credo che nonostante gli infortuni e considerando l’equilibrio del campionato, il Frosinone è stato sempre nelle prime posizioni. Qualche punto in più, sul campo anche meritato, lo avremmo voluto mettere dentro. Ma questo è un campionato nel quale c’è, come abbiamo detto, grande equilibrio. E quindi la continuità fare la differenza. Quindi, bilancio positivo con una squadra che ha grandi margini di miglioramento”.

Ha avvertito all’interno dello spogliatoio la sensazione che la partita di Empoli possa essere una vera prova di maturità?

“No. L’atmosfera è buona, ho visto i ragazzi sereni e determinati per andare ad Empoli per giocare una grande partita. Ma non credo che rappresenti uno spartiacque per il girone di andata. Per noi vivere partita su partita è quello che dobbiamo fare, abbiamo visto come può mutare le sembianze la classifica con una vittoria o una sconfitta. Vedere ad esempio cosa è successo al Palermo. Quando pensi di poter allungare anche se contro una squadra forte come il Cittadella, non è detto che vinci…”.

Mister, lasciamo per un attimo il calcio giocato. Le tante iniziative innovative della Società come vengono viste all’interno dello spogliatoio?

“Non credo che porti alcune pressione. La nostra Società è giusto che porti avanti quello che è il proprio progetto di crescita, i ragazzi debbono essere orgogliosi. Il segnale deve essere solo uno: essere all’altezza di quello che sta facendo la nostra Società, che va supportata con i risultati”.

Torniamo alla partita di Empoli. La difesa dell’Empoli ha preso due gol nell’ultima partita nel finale anche se a risultato acquisito. A suo parere se quella difesa viene attaccata in un certo modo può concedere qualcosa?

“Ogni partita ha una storia a sé. Credo poco ad uno stato di forma di una squadra rispetto a quanto avviene in una singola partita. L’Empoli è vero che ha subito qualche gol di troppo ma ha una fase offensiva importante, strutturata con tanti uomini. Se noi dovessimo fare una gara offensiva efficace, sono altresì certo che saremmo in grado di farla altrettanto bene contro qualsiasi altra formazione. Venerdi sera dobbiamo pensare a lavorare bene per creare difficoltà ad un’avversaria che ha punti di forza ma anche punti deboli. E di conseguenza chi lavorerà meglio come squadra, riuscirà a prevalere”.

Ufficio Stampa

Frosinone Calcio

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