SCOSSA-LONGO: “PAGATI 5′ DI FOLLIA, ANCHE COLPA MIA. MA DOBBIAMO REAGIRE”

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EMPOLI – E’ la serie B, per chi non lo avesse ancora capito. Dalle stelle alla beffa lo spazio è brevissimo, un soffio. Soprattutto se si pensa che l’avversario, sotto di due gol e praticamente lontano dalla tua porta, abbia esaurito le batterie. Non è così. Se ne rese conto il Frosinone di Marino con la beffa del 29 maggio dopo una serie infinita di beffe e lo sto provando sulla propria pelle anche il Frosinone di Longo, al netto di una sfortuna nera che al Castellani ha messo fuori causa anche Ariaudo dopo averne lasciati a casa altri sei.

Moreno Longo si presenta davanti alle telecamere di Sky dopo aver stretto la mano alla terna a centrocampo ed essere passato negli spogliatoi per respirare profondamente. L’analisi della partita del tecnico con la squadra, poi, arriverà a tempo debito. Spogliatoi un po’ caldi ma è anche normale.

Mister Longo, ci dice: ma cosa è successo in quei frangenti finali che hanno portato al 3-3? Una partita che sembrava del Frosinone.

“In questi casi è difficile dare una spiegazione. Il calcio è molto psicologico e quando subisci una parziale rimonta, subentra sempre un pizzico di ansia che ti porta a non essere preciso e concentrato su quello che devi fare. Questa volta siamo stati noi le vittime di una rimonta ma mi sento di difendere i ragazzi. Adesso bisogna ripartire dal tanto di buono che si è visto in questa partita, togliendo i minuti finali. E bisogna capire che quando c’è il gol del 2-3 l’avversario trova fiducia e chi si vede raggiungere si fa venire il braccino corto. Noi in questo dobbiamo ritrovare personalità, fiducia e carattere. Perché 91′ e 92′ sono frangenti evitabili”.

Prendiamo gli aspetti positivi: ottavo risultato utile, in B la continuità è fondamentale. E poi avete ritrovato il gol di Dionisi.

“Siamo contenti del cammino per la continuità e la compattezza. Ma dopo una prestazione del genere bisognava portare a casa la vittoria – prova a sorridere il tecnico giallazzurro -. Personalità, qualità del gioco e attaccanti che iniziano a trovare la rete ci fanno ben sperare per il futuro. Il problema Dionisi non è mai esistito, sappiamo il periodo che passano gli attaccanti. Lui ha vissuto un momento emotivo particolare. Credo che il ragazzo lavorando con impegno come ha sempre fatto, questo per lui potrà essere solo l’inizio”.

Con l’ingresso di Besea avevate ritrovato equilibrio in mezzo al campo, con due gol di vantaggio. Ma avete preso gol in maniera strana…

“La partita a livello tattico con Besea era tornata in parità numerica. Era una partita fatta di duelli. La squadra era ordinata ma il calcio è anche questo, le partite non sono mai chiuse. Oggi è capitato a noi subire una rimonta, lo ho già detto. Anche noi abbiamo ribaltato a Pescara ma eravamo sul 3-0 in maniera immeritata. Questa era una partita invece finita sul 3-1. E nel calcio invece le partite non finiscono mai”.

Ora si dovrà lavorare sull’aspetto psicologico durante la settimana?

“I ragazzi debbono essere bravi a sbollire l’arrabbiatura ma dopo bisogna ripartire da quanto di buono fatto. Non eravamo venuto a giocare su un campo semplice. La squadra ha dimostrato grande atteggiamento e personalità. Bisogna farsela scivolare addosso e ripartire dalla buona prestazione, tolti soprattutto quei 5′ di follia finale”.

E’ la volta della conferenza di fronte a carta stampata, radio e e tv.

Mister, non è semplice raccontare l’epilogo di questa partita. Può farlo lei?

“Non è facile trovare una spiegazione di questi 5′ finali. L’ansia non ci ha permesso di essere lucidi per portare il risultato a casa”.

Ansia, aspetto psicologico hanno condizionato la seconda parte dello scorso campionato. Quello che lascia perplessi è la reazione. Sempre lo scorso anno la squadra subì un crollo psicologico. Come si fa ad evitare il ripetersi di quelle condizioni negative?

“Bisogna reagire con energia positiva. Sicuramente come ho già detto l’arrabbiatura è tanta ma non siamo né la prima e né l’ultima squadra ad essere rimontata. Dobbiamo migliorare certi aspetti dentro la partita. Ma non dimentichiamo che siamo venuti qui con grande personalità”.

Tanti risultati utili ma troppi pareggi Quanto possono influire questi pareggi sulla classifica del Frosinone? E un giudizio sulle altre squadre di vertice?

“E’ normale che la continuità paga sempre. A noi effettivamente mancano un paio di vittorie perché spesso in questi pareggi ottenuti siamo usciti con rammarico dal campo. La prestazione, lo dico, è sempre stata più che buona. Sappiamo benissimo che abbiamo bisogno della vittoria ma la classifica dice che siamo sempre lì. Al di là del pareggio di oggi, che ci fa uscire con più delusione del solito, sono convinto che una sconfitta faccia sempre più male alla fine. Detto questo, per quanto riguarda la seconda parte della domanda, almeno 5-6 squadre possono puntare alla promozione diretta. Il Palermo? Non credo che la situazione sia così grave come si dice”.

Non colpevolizziamo nessuno ma a nostro parere con Ariaudo in campo il secondo gol il Frosinone non lo avrebbe preso…

“Non è mia abitudine andare a cercare degli alibi. Mai fatto. Né prima quando abbiamo giocato 9 partite fuori e né ora con le assenze infinite. E’ normale che gli equilibri possono essere spostati anche con la presenza di giocatori che permettono di avere delle scelte e che permettono anche di alzare il livello degli allenamenti durante la settimana. Tolti gli ultimi 5′, io primo responsabile, la squadra aveva fatto una grande partita con 11 giocatori venuti qui con giocate, qualità e personalità. In questo senso serve anche il giusto equilibrio per giudicare questi 5′ di follia”.

Ufficio Stampa

Frosinone Calcio

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