La Fiorentina dei grandi investimenti dentro e fuori dal campo grazie all'avvento del patron Commisso 'lavora' per il salto di qualità ma non ha trovato ancora la miscela giusta

VIOLA A SCUOLA DI ITALIANO, IL MOTIVATORE CHE DEVE FARE BRECCIA

A gennaio piccoli ritocchi per l'assetto con gli innesti di Faraoni e Belotti. In estate cessioni 'pesanti'. E sono arrivati Arthur, Parisi e Beltran ma la vera scoperta è l'ex Primavera Kayode. Per domenica ballottaggio per il doppio modulo
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Tre sconfitte nelle ultime 5, quella di Lecce che grida ancora vendetta soprattutto per la ‘dormita’ generale nella coda della gara quando Milenkovic & soci pensavano di avere già i 3 punti nel borsone. La Fiorentina di Vincenzo Italiano, uno dei più quotati motivatori della panchina nella serie A, resta pur sempre una ‘grande’ del calcio italiano anche se quel potenziale tarda ormai da anni a dare frutti concreti (finale di Coppa Italia e di Conference perse, partecipazione alla recente final four di Supercoppa Italiana), nonostante i grandi investimenti del patron Commisso in termini di uomini ma anche di strutture. Su tutte il Viola Park, un gioiello di architettura sportiva proiettato nel futuro che dovrà necessariamente costituire la culla dentro la quale allevare e crescere i campioni del futuro in casa Fiorentina.

Ma torniamo al calcio giocato. All’analisi della formazione viola. Che ha scoperto in corsa il baby Kayode a causa dell’infortunio di Dodò e che a gennaio ha solo ritoccato un organico già importante di per sé: sono arrivati l’attaccante Belotti (prestito dalla Roma), il terzino Faraoni (prestito dal Verona) per sopperire all’infortunio occorso a Dodò e il difensore Balbo (Famalicao) a fronte di altrettante uscite e vale a dire del centrocampista Brekalo (prestito all’Hajduk Spalato), del difensore centrale Yerri Mina (passato a gennaio al Cagliari, reduce da un infortunio) e del terzino Pierozzi (prestito alla Salernitana).

In estate invece il mercato in entrata aveva toccato tutti i reparti. Arrivati il portiere Christensen dall’Herta di Berlino scalzato però quasi subito da un Terracciano in grande spolvero, il difensore centrale Mina (Everton, subito infortunato), il terzino sinistro Parisi (Empoli), l’omologo a destra Pierozzi, i centrocampisti Arthur (Juventus, sul quale il Club deve ragionare in termini di investimento), Maxime Lopez (Sassuolo) e il promettente argentino Infantino (Rosario Central). Infine l’ariete per l’attacco, Nzola, prelevato dallo Spezia. Un giocatore voluto da Italiano che lo aveva nello Spezia ma che per ora è stato più croce che delizia.

Nella lunga lista delle cessioni estive, quelle di 3 big: Amrabat (ManUnited in prestito oneroso), di Cabral (Benfica), di Jovic (Milan). Saltò invece la cessione altrettanto pesante del centrocampista Castrovilli, per lui viaggio di andata e ritorno dal Bournemouth. E il giocatore dopo una successiva ‘revisione’ sta tornando a disposizione del tecnico.

Italiano si era comunque tenuto strettissimo un’ossatura di primissimo piano: il portiere Terracciano, la linea di difesa con i terzini Dodo (infortunato di lungo corso) e Biraghi e i centrali Milenkovic, Martinez Quarta, Dalle Mura (poi passato alla Ternana) e Ranieri (la vera sorpresa); i centrocampisti Barak (ceduto), Duncan e Mandragora; un tridente di tenori come Ikoné, Bonaventura (saltata la cessione alla Juventus a gennaio per una serie di cavilli sul contratto) e Gonzalez. E la punta Kouame che nel frattempo si è fatto male.

Contro il Frosinone il tecnico Viola starebbe studiando due soluzioni, entrambe senza Nzola. Con il 4-2-3-1 che prevede Faraoni, Milenkovic, Quarta e Biraghi, a centrocampo Mandragora e Maxime Lopez, alle spalle di Belotti possibili Nico, Beltran e Sottil con le variabili Bonaventura e Ikoné. E poi con il 3-4-1-2 con lo spostamento di Biraghi alto a sinistra, l’ingresso di Kayode a destra, centrocampo fisico con Duncan e Mandragora, quindi Bonaventura alle spalle della coppia Beltran-Belotti.

Giovanni Lanzi

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